sabato 27 aprile 2013

Pepe nero del Madagascar + Zuppa di zucca con panna di miglio


Questa zuppa è l'ultima zuppa che ho fatto a marzo quando la zucca era ancora di stagione e l'ho cucinata per cena perchè quest'anno il caldo, come avrete notato, sta tardando ad arrivare. 
Non dico che a marzo eravamo con il cappotto ma praticamente lo dico, eravamo con il cappotto!
Così ho preparato la cena e ho optato per la zuppa di vellutata di zucca che ho ammorbidito con la panna di miglio intensificando un po' il sapore con del pepe macinato portatomi direttamente dal Madagascar!

Il pepe del Madagascar (Piper borbonense) è una qualità di pepe che cresce allo stato naturale (non coltivato) nelle foreste sud-occidentali dell'isola. Si tratta di una liana spontanea che colonizza alberi ad alto fusto e che fruttifica solo nella parte giovane, ovvero la parte terminale; per questo motivo è di difficile raccolta in quanto spesso bisogna salire ad oltre dieci metra di altezza dal suolo per raggiungere le bacche.
Ingrediente della medicina tradizionale malgascia, è meno piccante del pepe nero ma ne conserva la base aromatica tipica. 
Se non potete andarlo a prendere o se nessuno ve lo ha portato da lì e volete acquistare il pepe del Masagascar equo e solidale, consultate il sito di Madamanga, fondata da un imprenditore biellese che ha lasciato la sua attività di imprenditore per dedicarsi alla gente del Madagascar che è un paese molto povero.
  
“Quando si è in tanti ad attraversare il fiume non si è divorati dai caimani" (proverbio malgascio)

Continuo a sostenere la tesi del commercio equo perchè è varemente importante che tutto ciò che acquistiamo (il più possibile almeno) sia rispettoso nei confronti di chi l'ha prodotto. 
Ricordiamoci che spesso dietro ai nostri bei prodotti finiti è stato fatto un duro lavoro e spesso purtroppo da parte di bambini sottopagati che non hanno diritto o accesso all'istruzione.
Non possiamo vivere passivamente, dobbiamo cercare di leggere dentro a tutto ciò che ci circonda e non dobbiamo continuare a contribuire avidamente alla povertà di altre persone.
Giocattoli, abbigliamento, bigiotteria, cerchiamo di acquistarle presso aziende del territorio che producono artigianalmente, presso i centri del commercio equo o da giovani handmaders che lavorano oramai a milioni in rete.
Capire tardi questa cosa fa male, io ho sempre comprato molto, specialmente da aziende che producevano su larga scale e in paesi terzi inquinando e sottopagando.
Ancora ora mi rendo conto che compro o ho nell'armadio delle cose di cui non sono al 100% sicura, specialmente nell'abbigliamento, ma sto cercando di provvedere a questa cosa il più possibile e ora voglio iniziare anche a fare dello swapping per scambiare con le amiche le cose che non uso o che non mi vanno più per evitare almeno di comprarne di nuove.
So che la consapevolezza, se non viene insegnata da bambini, nonostante personalmente mi sia stato insegnato il rispetto e l'educazione,  non è facile da raggiungere, specialmente quando siamo adolescenti e concentrati su tutt'altro. Essa viene con l'età, quando si cominciano a capire i meccanismi che avvengono nel mondo e quando ci si comincia ad interrogare su quale futuro vorremmo garantire ai nostri figli.
Ma sono comunque molto felice del fatto che anche se ci vuole del tempo, prima o poi ci si arriva e si contribuisce a dare anche noi una mano....visto anche che nel mondo attualmente ci abitiamo noi e presto le nostre generazioni!!
Torniamo alla zuppa...

Ingredienti:
Zucca mondata e lavata
1 piccola patata 
scalogno
olio evo
dado vegetale Alcenero
sale
panna di miglio
pepe nero del Madagascar (o pepe nero semplice)

Procedimento:
Mettete un po' d'olio in una casseruola, meglio se in ghisa smaltata, e fate appassire lo scalogno, poi versate la zucca a cubetti e fatela rosolare bene. Versate del brodo, aggiungete la patata a piccoli pezzi, coprite con il coperchio e cuocete fino a quando è tutto morbido.
A fuoco spento passate con il minipimer per fare la vellutata e versate quattro cucchiai di panna di miglio, salate, un filo d'olio e mescolate. 
Trasferite in delle ciotoline da minestra e versate un filo di panna di miglio formando una girandola e pepate con il pepe nero.

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